
L’agevolazione ZES Unica è oggi uno degli strumenti più rilevanti per stimolare investimenti produttivi nel Mezzogiorno. Riunisce in un’unica area agevolata le precedenti otto ZES del Sud e offre un credito d’imposta molto significativo per l’acquisto di beni strumentali destinati a nuove iniziative o all’ampliamento di attività esistenti. Le informazioni più recenti confermano proroghe, ampliamenti e una dotazione finanziaria molto consistente.
Cos’è la ZES Unica e perché è stata introdotta
La Zona Economica Speciale Unica è operativa dal 1° gennaio 2024 e comprende tutte le regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’obiettivo è creare un ambiente più competitivo per attrarre investimenti, semplificare le procedure amministrative e favorire nuova occupazione.
La riforma ha sostituito le precedenti ZES regionali con un’unica area integrata, semplificando l’accesso alle agevolazioni e ampliando la platea dei beneficiari.
Il credito d’imposta ZES Unica: come funziona
Il cuore dell’agevolazione è un credito d’imposta sugli investimenti destinati a strutture produttive localizzate nella ZES. La misura è stata introdotta dal D.L. 124/2023 e prorogata dalla Legge di Bilancio per il triennio 2026-2028
Investimenti agevolabili
Sono ammissibili gli investimenti in:
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica;
- beni strumentali acquistati anche tramite leasing;
- immobili strumentali, inclusi ampliamenti e ristrutturazioni;
- realizzazione di nuove unità produttive o ampliamento di quelle esistenti.
Gli investimenti devono essere destinati a strutture produttive situate nella ZES e mantenuti per almeno cinque anni (tre per le PMI).
Intensità del credito
L’agevolazione varia in base alla regione e alla dimensione dell’impresa, ma può arrivare fino al 60% per le PMI nelle regioni con maggiore intensità di aiuto.
Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione.
Requisiti per accedere al beneficio
Per ottenere il credito d’imposta, l’impresa deve:
- essere attiva e regolarmente iscritta al Registro Imprese;
- non essere in difficoltà ai sensi della normativa UE;
- realizzare investimenti ammissibili entro i termini previsti;
- presentare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate secondo le modalità stabilite dal decreto attuativo del 17 maggio 2024.
La normativa prevede inoltre che, in caso di rinuncia totale al credito richiesto, non sia necessario presentare la comunicazione integrativa prevista dal DL 113/2024.
Semplificazioni amministrative e vantaggi ulteriori
Oltre al credito d’imposta, la ZES Unica introduce:
- sportello unico digitale per autorizzazioni e permessi;
- procedure accelerate per insediamenti produttivi;
- maggiore coordinamento tra enti locali e amministrazioni centrali.
Queste semplificazioni riducono tempi e costi burocratici, rendendo l’investimento nel Mezzogiorno più competitivo rispetto ad altre aree europee.
Impatto economico e settori più interessati
La ZES Unica punta a generare un forte effetto leva sugli investimenti privati, con particolare impatto su:
- manifattura e industria 4.0;
- logistica e trasporti;
- agroalimentare;
- energie rinnovabili;
- turismo e servizi avanzati.
Le regioni del Sud, grazie alla combinazione di credito d’imposta e semplificazioni, diventano più attrattive per nuovi insediamenti produttivi e per progetti di ampliamento.
Conclusione
La ZES Unica rappresenta una delle agevolazioni più strategiche oggi disponibili in Italia: unisce un credito d’imposta molto generoso, una dotazione finanziaria importante e un quadro amministrativo semplificato. Per le imprese che intendono investire nel Mezzogiorno, è un’occasione concreta per ridurre i costi, accelerare i progetti e rafforzare la competitività.
